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:: La rivoluzione lombarda del 1848 / di Cristina Belgioioso ; a cura di Antonio Bandini Buti
    Storia > Opere


Sabato 18 marzo 1848 venne pubblicato in Milano un manifesto imperiale che annunciava l’abolizione della censura e la convocazione, per luglio, dei rappresentanti lombardo-veneti. Le riforme, a lungo invocate dalla popolazione, sembravano cominciare, anche se forse troppo tardi. I Milanesi infatti, strappata quella notificazione sotto gli occhi dei poliziotti, raggiunsero tumultuando il palazzo municipale. Qui il Podestà Gabrio Casati, dopo aver in un primo momento invitato alla calma la popolazione, si unì ai manifestanti, capitanando la dimostrazione. Il corteo - continuamente ingrossando e sventolando bandiere tricolori al grido di “Viva l’Italia, Viva Pio IX” - s’avviò dal Vice Governatore per chiedere riforme più serie di quelle concesse. Una grossa pattuglia di gendarmi a cavallo, spedita a contrastare la marcia, non osando attaccare il popolo, si allontanò consentendo ai dimostranti, dopo una breve sosta in piazza S. Babila, di giungere davanti al palazzo del Governo. Qui un colpo di fucile partito da una sentinella in direzione della folla scatenò la rivolta. La sentinella venne uccisa, tutta la guardia assalita e disarmata. Furono questi il primo sparo e la prima vittima dei moti rivoluzionari del 1848 a Milano. Per impedire un’irruzione della cavalleria e ostruire l’accesso dal Conservatorio e dal lato del ponte, gli insorti rovesciati il casotto della sentinella, le panche della vicina chiesa della Passione, le carrozze e i carri che si trovavano a passare allora per la strada, innalzarono le prime barricate. La città si sarebbe ribellata per 5 giorni. Alla notizia dell' insurrezione dei Milanesi, la Principessa Belgiojoso si trovava a Napoli. Qui, dopo aver raccolto un battaglione di circa 200 volontari, lasciò il capoluogo partenopeo e, alla testa di questo piccolo esercito, mosse alla volta della città meneghina. Il 6 Aprile, con un gesto di inconsapevole teatralità, fece il suo ingresso nella capitale lombarda con l’intento di dare sostegno al Governo Provvisorio. Accolta con diffidenza da quest’ultimo, venne acclamata clamorosamente dalla folla. Dopo la sconfitta dei moti rivoluzionari tornò a Parigi. Qui riprese i contatti con Mazzini e, mentre tentava di riorganizzare l’opposizione all’Austria e si adoperava a sollecitare l’intervento francese in favore degli insorti, nel settembre 1848 scrisse questo saggio.



Autore principale: Belgioioso, Cristina <principessa di>
Altri autori: Bandini Buti, Antonio
Soggetto: Cinque giornate di Milano. 1848

Luogo di pubblicazione: Milano
Editore: Universale economica
Anno di pubblicazione: 1949
Formato: 86 p. ; 18 cm

Lingua: ita
Tipo: Monografia
Tipologia: Testo a stampa

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