Home
Ricerca
Contattaci
Help
Presentazione
Ultime novità
Percorsi
Categorie
Tutte le opere
:: Della presente condizione delle donne e del loro avvenire / Cristina Belgiojoso
    Letteratura > Opere in prosa

In: Nuova antologia di scienze, lettere ed arti, v. 1(1866), p. 96-113

Cristina - il cui nome completo era Maria Cristina Beatrice Teresa Barbara Leopolda Clotilde Melchiora Camilla Giulia Margherita Laura - nasce il 28 giugno 1808 a Milano da aristocratica e ricca famiglia.
Figlia di Gerolamo Trivulzio - ex marchese, ciambellano del Regno italico ed in seguito conte dell’Impero napoleonico - e di Vittoria dei marchesi Gherardini, Cristina rimase orfana del padre a soli 4 anni.
Poche le informazioni che ci sono giunte su Cristina da bambina. Lei stessa così si descrive parlando della sua infanzia:
"Ero una bambina melanconica, seria, introversa, tranquilla, talmente timida che mi accadeva spesso di scoppiare in singhiozzi nel salotto di mia madre perché credevo di accorgermi che mi stavano guardando o che volevano farmi parlare". …
Sembra l’immagine di una fanciulla nobile e triste, che ha paura di se stessa, di una bambina insicura ed obbediente, senza alcun desiderio di ribellione.
Ciò che mi affligge e impazienta si è che in quella famiglia tanto a me cara, e quasi tutta meritevole di uno stato contento e tranquillo, è che non vi sia nemmeno una persona sul cui volto trapeli la serenità dell’animo.”… (Aldobrandino Malvezzi, La principessa Cristina di Belgioioso, Milano, Treves 1936)
Cristina reagirà a quest’atmosfera, sarà infatti una donna brillante, gaia e spiritosa e, grazie all’impegno intellettuale e politico, conquisterà quella serenità che, nel crepuscolo dorato di una grande famiglia in decadenza, difficilmente avrebbe potuto raggiungere.
L’educazione che le venne impartita rispecchiava quella canonica delle ragazze nobili del tempo. Cristina studia infatti le lingue, il francese innanzitutto, un po’ di inglese e di tedesco; e poi geografia e storia - in particolare storia d’Italia, Francia e Inghilterra -, letteratura, scienze naturali, aritmetica e geometria, musica, disegno e pittura.
A completamento di un’educazione impartita sui libri, Cristina viaggia molto e non solo in Italia, ma anche in Europa, aprendosi così al mondo esterno cosmopolita.
A sedici anni - il 24 settembre 1824 - sposa il principe Emilio Barbiano di Belgiojoso.
Il matrimonio è il primo ed unico atto di ribellione di Cristina contro la famiglia che vorrebbe farle sposare il cugino Giorgio Trivulzio.
Emilio Barbiano di Belgiojoso “Bellissimo come un Apollo…” “affabile, squisito il suo tratto, caustico il suo brio, vaste le sue ricchezze che profondeva con larghezza spensierata…“ schermitore insuperabile, cavalcatore elegantissimo…” aveva ugualmente la fama di viveur e quella di cospiratore e patriota. (Raffaello Barbiera, La Principessa di Belgioioso, Treves, 1894)
Presto tuttavia Cristina si accorgerà di essere sfuggita al matrimonio combinato per cadere in un matrimonio di convenienza e si separerà nel 1828.
Ottenuto un passaporto francese, la Belgiojoso dal 1830 inizia a viaggiare non solo in Italia, ma in Europa, entrando in contatto con intellettuali liberali e patrioti dell’epoca.
Tra le città in cui soggiorna ricordiamo Genova, Firenze, Ginevra, ai suoi tempi nodo centrale di smistamento per i congiurati di ogni paese, Marsiglia dove conosce Mazzini, Parigi dove dà vita a uno dei più frequentati e vitali salotti, divenendo il punto di riferimento sia di esuli politici italiani come Camillo Cavour, sia di intellettuali di passaggio come il poeta tedesco Heinrich Heine, il compositore ungherese Franz Liszt, lo storico François Mignet ed il poeta Alfred de Musset.
Dopo il crollo della repubblica romana, Cristina deve riparare in fretta a Civitavecchia e, ripresa la via dell’esilio, viaggerà a lungo questa volta nel Mediterraneo.
Negli anni che vanno dal 1855 al 1871 escono la maggior parte dei suoi articoli e racconti, ma anche opere di riflessione politica quali “Sulla moderna politica internazionale”.
Alla costante attenzione che la Belgiojoso riservò ai problemi sociali si deve il saggio "Della presente condizione delle donne e del loro avvenire" che, pur nei suoi toni moderati, dimostra e conferma quell’impegno sociale che la stessa Belgiojoso aveva espresso concretamente nella sua vita, non solo durante il suo soggiorno a Locate, ma anche nel corso della sua permanenza in Oriente.
Il saggio, che apparve nel 1866 sul primo numero della rivista "Nuova Antologia" ed in cui la principessa esplora da acuta osservatrice la condizione femminile, si conclude con queste parole: "Vogliano le donne felici ed onorate dei tempi avvenire rivolgere tratto tratto il pensiero ai dolori ed alle umiliazioni delle donne che le precedettero nella vita, e ricordare con qualche gratitudine i nomi di quelle che loro apersero e prepararono la via alla non mai prima goduta, forse appena sognata felicità"
La Belgiojoso muore a Milano il 5 luglio 1871 all’età di 63 anni


Autore principale: Belgioioso, Cristina <principessa di>
Soggetto: Donna - Posizione sociale - Italia - Sec. 19.

Luogo di pubblicazione:
Editore:
Anno di pubblicazione: 1866
Formato: p. 96-113

Lingua: ita
Tipo: Titolo analitico
Tipologia: Testo a stampa

:: Leggi l'opera
:: Scarica l'opera in formato RTF

In:
  Nuova antologia di scienze, lettere ed arti
Cerca nel testo dell'opera: