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:: Rachel : histoire lombarde de 1848 / Christine Trivulce de Belgiojoso
    Letteratura > Opere in prosa

In: Revue des deux mondes, v. 21(1859), p. 429-464, 641-688.

Cristina Trivulzio di Belgiojoso non fu solo uno spirito “ribelle” poco incline a sottostare ai ruoli definiti della società o l’intellettuale dotata di un sorprendente anelito di indipendenza, ma fu una personalità complessa e sfaccettata, dotata di intelligenza acuta e di molteplici interessi culturali. Al suo affermarsi in campi ritenuti di pertinenza maschile come la politica, all’impegno sociale che specie negli anni di permanenza a Locate l’assorbì in vari progetti, affiancò la passione per la lettura ed il gusto per la scrittura. La produzione dei suoi scritti è infatti quanto mai varia e abbraccia diversi generi: dalle traduzioni, nel 1843 tradusse in francese la Scienza Nuova di Vico, dandone una interpretazione che correggeva la teoria dei corsi e ricorsi del filosofo napoletano, alla stesura di saggi, dall’ attività giornalistica alle analisi di costume, dalle opere di carattere autobiografico ai romanzi. La sua prima opera fu un saggio di filosofia teologica, Essai sur la formation du dogme catholique (1842-43), studio sul cristianesimo dei primi secoli e del medioevo. Seguirono gli Studi intorno alla storia della Lombardia negli ultimi trent'anni e delle cagioni del difetto di energie dei lombardi (Parigi,1846). In esso la Belgiojoso additava una linea politica fondata sull'utopia teorizzando che si potesse far crollare il potere austriaco con metodi conformi alla legge. Nel 1860 la Belgiojoso pubblicò un nuovo saggio, L'histoire de la maison de Savoie, in cui si dichiarava apertamente convinta sostenitrice della politica di Cavour. Nel 1866 fu pubblicato nella rivista "Nuova Antologia di scienze lettere ed arti" il lungo saggioDella presente condizione delle donne e del loro avvenire. L’attività giornalistica la vide impegnata in prima persona sia come editrice sia come corrispondente. Il suo primo contatto con la stampa periodica avvenne a Parigi, dove le fu data la possibilità di lavorare presso il giornale "Constitutionel" e di pubblicarvi articoli riguardanti la situazione italiana; questa esperienza le permise di scoprire due autentiche vocazioni: il giornalismo e la pubblicistica politica. Sempre a Parigi infatti, seguendo questa sua inclinazione, fondò nel 1845 la "La Gazzetta Italiana", foglio bisettimanale ampiamente dedicato al panorama politico italiano, che venne sostituito l'anno dopo dal mensile "Ausonio", uscito in lingua francese dal settembre del '47 al febbraio del '48. Su questi periodici la principessa scrisse più volte sulla condizione dei contadini lombardi, allontanandosi nei suoi articoli dalla tradizionale immagine idilliaco-arcadica delle campagne e rivelando invece un panorama pacato di miseria e di malattia. Molti e sempre di suo pugno anche gli scritti e gli articoli dedicati alla condizione della donna. Il 18 aprile 1848 cominciò ad uscire "Il Crociato" pubblicato a Milano dal 18 aprile al luglio 1848 come supplemento bi-settimanale a “L’Ausonio”. Periodico diretto e scritto quasi interamente dalla Belgiojoso presso la sua casa di via Borgonuovo, "Il Crociato" si poneva come un'opera di propaganda a favore della fusione della Lombardia con il Piemonte e dalle sue pagine la principessa contestava le posizioni conservatrici assunte dal governo provvisorio milanese. Ad esso seguirà per finire un ultimo giornale, l' "Italie", destinato a pubblicizzare in Europa la politica italiana. Attorno agli anni ’50 era iniziata parallelamente per la principessa una nuova vita. Viaggiatrice intraprendente - Malta, Atene, la Turchia con Costantinopoli, l'Anatolia, la Siria, il Libano e la Palestina tra le sue mete - e osservatrice attenta ai risvolti sociali e di costume, può essere considerata l’antesignana dei moderni reporter, ed i suoi reportage di viaggio - più tardi riuniti nel volume Ricordi dall'esilio - inviati alla "Revue deux des mondes", ne fecero una collaboratrice quanto mai preziosa del periodico francese. Dei suoi viaggi in Oriente - interessanti i suoi articoli soprattutto per lo sguardo acuto e dissacrante con il quale vengono smontati i miti dell'Oriente esotico, fastoso ed opulento, Cristina parlerà anche in molti racconti autobiografici, come la trilogia Scènes de la vie turque, di ispirazione orientale. Ma anche altri spunti di vita vissuta e ricordi trapelano dai suoi romanzi, non ultimo Rachel, che come si evince dal sottotitolo Racconto lombardo del 1848, ci riporta al clima dei primi moti insurrezionali del capoluogo lombardo.



Autore principale: Belgioioso, Cristina <principessa di>
Soggetto:

Luogo di pubblicazione:
Editore:
Anno di pubblicazione: 1859
Formato: p. 429-464, 641-688

Lingua: fre
Tipo: Monografia
Tipologia: Testo a stampa

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