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:: Neera / Fulvio
    Storia > Biografie

In: Regina : rivista per le signore e per le signorine, a. 2, n. 2., p. 8-91

Nata a Milano il 7 Maggio 1846, da Fermo, architetto discendente da antica e famosa famiglia e da Maddalena Manusardi, Neera - al secolo Anna Zuccari - fece il suo debutto nel 1875 con una novella apparsa su “Il Pungolo” e in cui, per la prima volta, si firmò con lo pseudonimo che doveva in seguito renderla famosa anche all’estero. La Zuccari scrisse sulle maggiori riviste italiane. Particolarmente attenta alle molteplici sollecitazioni che le giungevano dagli ambiti sociali e culturali dell’epoca, Neera diede prova di un ingegno versatile, occupandosi degli argomenti più disparati proprio dalle pagine delle riviste, firmando i consigli della rubrica Nozioni d’Igiene del “Giornale delle Donne” (1881), gli articoli di critica di “Natura ed Arte “, il Corriere della moda, - rubrica dedicata prettamente alle donne - e pagine di costume e di attualità su “L’Illustrazione italiana”.
Personalità eclettica, non poteva naturalmente trascurare né la critica sociale, né tanto meno quella letteraria, come testimoniano i suoi articoli su “Nuova Antologia”. Malgrado la sua eterogenea produzione, Neera viene ricordata prevalentemente come scrittrice di romanzi. Il pessimismo che sovente adombra le pagine delle sue narrazioni appare come un lontano ricordo della sua triste infanzia. Persi precocemente entrambi i genitori, Anna trascorse gran parte di una malinconica fanciullezza con due zie nubili, severe e poco espansive, che ebbero un ruolo decisivo nella formazione della sua personalità schiva ed appartata che maturò autonomamente, ripiegando in se stessa. A questa consuetudine di intima introspezione si deve forse la caratteristica più pregevole del suo talento di scrittrice: la capacità profonda di penetrare l’animo femminile, ed in modo particolare quello che soffre. Conosciutissima e ammirata anche all’estero, di lei si disse che fu ”rivelatrice di umili verità, di oscuro patire d’animo, in cui ella seppe discendere, violatrice delicatamente amorosa”.
Stimata da scrittori come Capuana (al quale dedicò la sua Autobiografia - premessa al romanzo Castigo), da critici quali il Croce, che ne elogiò l’acuta capacità analitica di ritrarre figure femminili, in confidenziale corrispondenza con Verga, Fogazzaro, Capuana, Mantegazza e Martinetti, condusse una vita appartata con stabile riferimento a Milano, dove morì nel 1918. Il suo senso della vita si può riassumere con le sue stesse parole : La vita è lotta, è sacrificio, è gioia anche, ma non è mai sogno. (Neera, “Rivista per le Signorine”, 1904, Maggio, n.5, p.340).



Autore principale:
Soggetto: Neera

Luogo di pubblicazione:
Editore:
Anno di pubblicazione: 1905
Formato: p. 8-9

Lingua: ita
Tipo: Monografia
Tipologia: Testo a stampa

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