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:: Le donne che lavorano / Cordelia


Scrittrice molto nota fra Ottocento e Novecento con lo pseudonimo di Cordelia, Virginia Tedeschi nacque a Verona nel 1849 da una famiglia di librai. A seguito delle nozze, avvenute nel 1871 con Giuseppe Treves, fratello dell’editore Emilio, si trasferì a Milano dove visse fino alla sua morte avvenuta nel 1916. Personalità eclettica - collaborò e diresse giornali e riviste di moda, periodici per la famiglia e in particolar modo per l’infanzia - e autrice versatile, si dedicò alla poesia e alle lettere, privilegiando tra i suoi scritti racconti e novelle dedicati ai ragazzi e fiabe per i più piccini. Alla letteratura per l’infanzia affiancò racconti, bozzetti, romanzi e “libri d’idee”, come Il regno della donna e Le donne che lavorano, conseguendo sempre tra i contemporanei ampio successo di pubblico. Dal punto di vista formale, nelle modalità della sua prosa garbata, risentì dell’influsso de-amicisiano, ed Angelo De Gubernatis sottolineando questa sua caratteristica riconobbe ai suoi scritti una forte ispirazione morale ed educativa, priva di bigottismo e pedanteria. La Treves si interessò anche alla questione femminile e se in un primo tempo ne Il regno della donna, - il libro che per primo le diede fama e notorietà - si limitò ad esprimere semplice compassione per la situazione disperata in cui si trovavano allora molte donne - specie quelle di posizione sociale meno elevata - in un secondo momento, divenuta consapevole della necessità d’intervenire per migliorarne la posizione giuridica e prevenire i mali sociali, aderì all’Associazione Pro-suffragio femminile, ed in tal senso si espresse nella relazione presentata al I Congresso delle donne italiane tenuto a Roma nell’aprile del 1908. In virtù delle ponderate riflessioni sulla condizione femminile e nelle vesti di sostenitrice del lavoro delle donne, dopo la teorizzazione sulla “…casa come miglior centro di operosità femminile…” ecco come Cordelia si rivolge alle donne nella prefazione dell’ultimo suo libro, Le donne che lavorano, edito lo stesso anno della sua morte “…La casa è bell’e buona come rifugio per riposare dalle fatiche della lotta per l’esistenza; ma voi pure dovete combattere, uscire dal vostro guscio e procurare di aver la vostra parte al banchetto della vita. …” e ancora : “…una luce nuova ha rischiarato il mio spirito… Vorrei che la donna, senza diventare una virago, fosse più libera e indipendente, e ora che si parla tanto della causa del debole fosse anch’essa protetta da leggi più giuste e ragionevoli …”



Autore principale: Cordelia
Soggetto: Lavoro delle donne - Sec. 20.

Luogo di pubblicazione: Milano
Editore: Fratelli Treves
Anno di pubblicazione: 1916
Formato: VIII, 203 p. ; 18 cm

Lingua: ita
Tipo: Monografia
Tipologia: Testo a stampa

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