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:: Dopo il delitto : novella / [Bruno Sperani]
Autore: Sperani, Bruno | Editore:
Lingua: ita | Data: 1907-1908 | Luogo: | Tipologia: Testo a stampa | Tipo: Titolo analitico


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DOPO IL DELITTO
Come tutti i lunedi, Rosa Brandini aveva girato da una casa all'altra per raccogliere la roba da lavare: roba di colore, o di lana anche bianca, o di altre stoffe delicate che vanno lavate a parte. Lavandaia abile, onesta, premurosa, ella aveva una clientela assai estesa. La roba raccolta in quel lunedi di novembre stava ancora chiusa nei relativi sacchi addossati alla parete nella piccola camera della lavandaia, in una vecchia casa di via Anfiteatro.
Pulita la camera, quasi nuova la mobiglia tutta in noce lucido; sul letto matrimoniale una bella coperta di damasco azzurro: sul cassettone un largo specchio e alla finestra belle tende bianche ricamate con trasparenti azzurri: il resto intonato. Una camera di recenti sposi evidentemente. E giovine e bella era la donna che si moveva lÓ dentro, ma sola.
Lo sposo era lontano.
Coinvolto in uno sciopero, Carlo Brandini, un bravo litografo, aveva perso il posto che teneva da vari anni in un primario stabilimento; nŔ gli era pi¨ riescito di trovarne un altro ugualmente rimunerativo e durevole.
I1 disagio si fece sentire, in capo a pochi mesi, nella piccola famiglia. Allora Rosina per aiutare il marito pens˛ di cercar lavoro fuori. Aveva la macchina da cucire: prov˛ a lavorare per qualche magazzino. Il guadagno era misero e la vita sedentaria e il movimento della macchina le nuocevano.
Una vecchia vicina, una certa Lisa, le consigli˛ di fare la lavandaia.
Prov˛ e capi subito che poteva guadagnare di pi¨ che a cucire.
In breve riescý ad avere una quantitÓ di lavoro quasi eccessivo.
Carlo Brandini si desolava di vedere la sua Rosa fare quella vita, ne era umiliato, avvilito, ma per lui l'andava sempre male, faceva qualche settimana qua o lÓ come lavorante avventizio, poi tornava sul lastrico.
Al principio dell'autunno temendo il peggio, si decise a partire e and˛ in una cittÓ della Svizzera avendo letto nei giornali che una buona ditta di colÓ cercava operai litografi anche esteri per lavori urgentissimi.
Quella sera rientrando dopo l'ultimo giro, Rosa trov˛ una lettera del marito e si affrett˛ a salire. Appena in camera butt˛ in terra l'ultimo fagotto, accese il lume e lesse quasi di un fiato la lunga lettera.
L'avviso non aveva mentito: il lavoro c'era: egli lavorava di giÓ e sperava di mandarle presto un po' di denaro. Ma purtroppo aveva giÓ capito che si trattava di lavoro provvisorio.
- ź Meno male che intanto lavora, ╗ - pens˛ Rosina.
Il resto della lettera la rese pi¨ triste. Una lagrima spuntava tra le sue lunghe ciglie, allorchŔ entr˛ una vicina allegra e loquace con una scodella di minestra, che Rosa aveva ordinata non avendo tempo quel giorno di prepararla da sŔ.
- Non c'Ŕ neppur convenienza per una persona sola - diceva la vicina.

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