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:: Partigiani della Zona 15 : frammenti della resistenza italiana e milanese / a cura di Giuseppe Deiana ; con la collaborazione di Luigi Borgomaneri ...\ et al.
Autore: | Altri autori: Deiana, Giuseppe Borgomaneri, Luigi | Editore: Liceo scientifico "Salvador Allende"
Lingua: ita | Data: 1997 | Luogo: Milano | Tipologia: testo a stampa | Tipo: Monografia


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(foto 7 e 21).
Per quanto riguarda questo partigiano siamo molto fortunati perché possiamo conoscere con relativa
precisione i fatti che riguardano la sua vita, essendo ancora in vita il suo "fratellastro" (fratello da
parte di padre) Riccardo Fusetti, sebbene a quel tempo questi fosse ancora bambino. Proprio Riccardo Fusetti ci racconta che Luigi, a venti o ventuno anni, dopo essere tornato a casa in licenza dal servizio militare, partì con altri ragazzi verso Colico per fare il partigiano: con lui c'erano Dino Colombo e un non meglio identificato Dante. Combatterono sotto il monte Legnone nella zona di Curcio.
Ad un certo momento il gruppo dei partigiani si separò e, mentre alcuni tornarono a Milano, altri tra i quali c'era proprio Luigi Fiore, rimasero a Colico. E proprio nella zona del Legnone, mentre erano ancora là Luigi Fiore ed i suoi compagni di lotta, i fascisti ed i tedeschi fecero un grande rastrellamento: andati via i tedeschi, mentre i fascisti continuavano a cercare i partigiani, Luigi Fiore cadde in un burrone: restò là, privo di soccorso per un giorno intero, fino alla morte. La gente del posto, infatti, pur favorendo sempre la lotta partigiana, non poteva aiutarlo, a causa della presenza dei fascisti. Quando la situazione tornò tranquilla, gli abitanti della zona, che, come già detto, sostenevano costantemente, con ospitalità e soccorsi, i ragazzi impegnati nella lotta partigiana, prelevarono Luigi Fiore (foto 21) e gli fecero il funerale separatamente.
Un altro testimone, l' ex partigiano Virginio Gallazzi, ci racconta di aver visto l'ultima volta Luigi Fiore nel '44, nei pressi di Sommafiume, frazione di Vestreno, in val Varrone, proprio nella zona del monte Legnone, con altri ragazzi della Baia. Dal momento che aveva una funzione organizzativa e militare, il Gallazzi spinse perché proprio il gruppo di Luigi Fiore fosse unito al suo. Tuttavia disposizioni contrarie fecero in modo che il Gallazzi non incontrasse mai più Luigi Fiore e solo in seguito seppe della sua morte.
Egli viene ricordato come un ragazzo di corporatura esile che dimostrava un'età molto più giovane di quella che effettivamente aveva. Virginio Gallazzi lo ricorda così, quando lo salutò a Sommafiume, sotto il Legnone,per l'ultima volta.
5. Bruno Biraghi.
Le notizie riguardanti la vita di questo partigiano sono abbastanza incerte. Riccardo Fusetti ricorda
solamente che partì con suo fratello (Luigi Fiore) verso Colico, ma che morì a Gravellona Toce il 12
settembre 1944 (era nato il 27 novembre 1928 a Milano: aveva solo 16 anni).
Notizie un pò più precise ci vengono fornite invece da Virginio Gallazzi. Bruno Biraghi partecipò alla
famosa "Repubblica dell'Ossola", creata dai partigiani dopo l'occupazione dell'omonima valle e durata
quaranta giorni. II compito di Bruno Biraghi era quello di difendere, con alcuni compagni, l'entrata nella
valle, in prossimità di Gravellona Toce, dai fascisti e dai tedeschi che arrivavano da Novara e da Milano.
Ma i comandi delle divisioni autonome Valtoce e Valdossola, che avevano occupato Domodossola, consentirono ai nazifascisti di abbandonare la città portando con loro tutte le armi di fabbricazione tedesca, di cui essi si servirono per attaccare alle spalle i partigiani di guardia all'entrata della valle stessa. In questo conflitto perse la vita Bruno Biraghi insieme a molti altri suoi compagni.
Questa l'iscirizione della lapide di via Barrili 9: "Questa lapide ricorda il garibaldino Biraghi Bruno che immolò la sua giovinezza combattendo contro i nazifascisti. N. 27/11/1928 M. Gravellona Toce 12/9/1944"
(foto 8). In una nota scritta si legge: «Era un ragazzo sull' uno e novanta con una forza prodigiosa, ma
estremamente

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