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:: La rivoluzione lombarda del 1848 / di Cristina Belgioioso ; a cura di Antonio Bandini Buti
Autore: Belgioioso, Cristina <principessa di> | Altri autori: Bandini Buti, Antonio | Editore: Universale economica
Lingua: ita | Data: 1949 | Luogo: Milano | Tipologia: Testo a stampa | Tipo: Monografia


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dal Guerrieri e dal segretario Correnti e da qualche altro, vedeva con rancore gli innumerevoli errori del monarchico, ma non gli negava aiuto, sperando di contribuire così alla sua caduta, dimenticando che il primo dovere era di impedire che il Paese venisse, in tal modo, portato alla rovina.

Non tardarono a farsi sentire gli effetti di un tal sistema di neutralità, in tutti i rami dell'Amministrazione. Parliamo principalmente della polizia, del cui direttore ho già fatto cenno. Il dottor Fava era propriamente capo di un triumvirato, nel quale risiedeva tutto il potere politico dello Stato, e di cui erano membri, oltre al capo, il Lissoni (I), uomo che godeva di meritata fama, e l'avvocato Sopransi, notoriamente affezionato alla casa d'Austria, intimo di tutti gli impiegati del governo austriaco e della polizia lombarda, legato d'amicizia coi membri della troppo nota commissione del 1821 e per di piú cognato del generale Welden (2): tali erano i suoi meriti presso un governo nato dalla rivoluzione milanese. Mentre ventisette dei nostri volontari morivano fucilati nella fossa che circonda il castello di Trento, per ordine e sotto. gli occhi del generale Welden, l'avv. Sopransi, uno dei direttori della polizia milanese (3), Si diceva chiamato a proteggere e difendere la patria contro qualunque complotto o congiura che si tentasse di trainare a favore dell'Austria. Bisogna pure mettere in luce il risultato, quale che esso sia

(I) Antonio Lissoni, di Milano (1787-1865), patriota e scrittore, fu ufficiale nell'esercito del Regno Italico. Nel 1848 ebbe dal Governo provvisorio il comando della Piazza di Milano. Riparò poi in esilio, da dove rientrò dopo il 1859.
(2) Il barone Ludwig von Welden, di Laupheim (Wiirttemberg), tenente maresciallo dell'esercito austriaco, comandava le truppe che l'8 agosto 1848 furono cacciate da Bologna a furore di popolo.
(3) Il Comitato di pubblica sicurezza del Governo provvisorio era cosí composto: presidente, dott. Angelo Fava; membri: dott. Andrea Lissoni, dott. Agostino de Sopransi, avv. Pier Ambrogio Curti, Francesco Carcano, avv. Francesco Restelli; segretario: Luigi Ancona.

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