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:: Guida del visitatore alla esposizione industriale italiana del 1881 in Milano : sola pubblicazione autorizzata e compilata sotto la sorveglianza del Comitato esecutivo dell'esposizione industriale
Autore: Esposizione nazionale industriale ed artistica <1881 ; Milano> | Editore: Sonzogno
Lingua: Ita | Data: 1881 | Luogo: Milano | Tipologia: Testo a stampa | Tipo: Monografia


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Le pareti sono in legno ricoperte di lamierino d'acciajo verniciato a caldo. Ampie finestre e vedette permettono al conduttore e al frenatore di vedere a distanza i segnali o gli accidentali ostacoli sulla via.
Per la difficoltà ed esattezza dell'esecuzione sono da notarsi
specialmente le ampie molle d'accmjo che sostengono il telajo
e lo custodie in ferro dei respingenti ; pezzi, questi, che per
lo addietro eravamo costretti di acquistare all'estero.
Ma quello che forma la specialità di questo bagagliajo e che
richiamerà; senza dubbio, la generale attenzione dei visitatori,
è la illuminazione a gas - ora in uso nel solo tratto Torino-Modane - ed il freno ad aria rarefatta, sistema Smith-Hardy, per la prima volta applicato in Italia, ma molto in uso
nelle ferrovie del Belgio e del nord della Francia.
Dopo il carro bagaglio la F. A. I. espone una vettura di
prima classe, lavoro molto fino e accurato, escito dalle officine di Verona, sotto la direzione dell'ing. Fusarini.
Viene dopo la macchina Genova, a 6 ruote accoppiate, uscita
dall'officina Ansaldo per conto della Ferrovia dell'Alta Italia ;
la macchina Napoli, dello stabilimento Granili Pietrarsa di
Napoli dello stesso tipo della prima: - due carri della ditta E.
Rolin e C. di Savigliano ; la locomotiva Vittorio, con cinque.
carrozzoni della Società Veneta per costruzioni di Vicenza.
Questi carrozzoni possono essere in quattro oro trasformati in
ambulanza militare. È noto che la Germania, nella sua guerra
colla Francia, spese 35 milioni per provvedere il materiale di
ambulanza; e noi nel caso, che speriamo lontanissimo, d'una
guerra, siamo affatto sprovvisti. Ora l'ing. Angusto Vanzetti
immaginò la trasformazione dei carrozzoni ferroviarii in' am-
bulanze e riesci maravigliosamente nell'intento. In un batter
d'occhio spariscono i sedili ordinarli, si tolgono le divisioni, e
il carrozzone (lungo 15 metri) diventa una vasta sala, nella
quale vi sono 18 barelle, quelle stesse sulle quali i feriti ven-
gono raccolti sul campo di battaglia intanto che il carrozzone
vicino si divide in vari compartimenti, dove si trovano il
personale superiore, la farmacia, la cucina, il magazzino.
In queste vetture si trova quanto il critico più esigente può
desiderare, oggetti di medicazione, biancheria, sto viglie, ecc.,
tutto quanto bisogna per il trasporto di 18 feriti suppon'endo
anche il viaggio duri parecchie settimane come nell'ultima
guerra del 1870.

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