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:: Terzo viaggio in Italia. Milano (1813) / Stendhal
Autore: Stendhal | Editore:
Lingua: ita | Data: | Luogo: | Tipologia: Testo a stampa | Tipo: Titolo analitico


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TERZO VIAGGIO IN ITALIA

MILANO (1813)

BREVE RELAZIONE DEL MIO VIAGGIO IN ITALIA, NEL 1813 (I).

7 settembre 1813
ARRIVO INFINE a Milano il 7 settembre 1813, ossia questa mattina, alle dieci e mezza. La nostra carrozza, fragile come il vetro, ha perduto una stanga ieri, alle otto della sera, nei pressi di Castellanza, sotto una pioggia dirotta.

(I) Di ritorno a Parigi, Stendhal non riuscì a dimenticare i baci di Angela e la grazia del cielo d'Italia. Per ritrovare la lingua che parlava la sua donna, e le opere d'arte che aveva amato presso di lei, egli lavorò, nei primi mesi del 1812, a tradurre la Storia della Pittura di Lanzi, e sognava di rivedere Milano.
Lo mandano invece a Mosca, con la Grande Armata. In cammino, scrive alla sorella: " Vado in Russia per quattro mesi o per due anni? Non ne so nulla. Ciò di cui sono sicuro, è che la mia felicità risiede ne bel paese

" Che il mare circonda
E che parte l'Alpe e l'appennin " [sic].

I grandiosi avvenimenti ai quali egli assiste, Smolensk, la Moskowa, l'incendio di Mosca, divertono il suo dilettantismo senza commuovere profondamente il suo cuore. Gli attori non gli fanno gustare il dramma. La dolce voluttà italiana gli fa trovare rozza la tragedia di morte, di ebbrezza e di saccheggio, che si svolge intorno a lui. A Faure, scrive da Smolensk:
" Da quando sono stato a Milano e in Italia, tutto ciò che vedo mi disgusta per la sua rozzezza.... ". E immagina se stesso mentre " compone libri, ascolta Cimarosa, ed ama Angela sotto un clima sereno "; ma eccolo confinato in " fetidi

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