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:: La rivoluzione lombarda del 1848 / di Cristina Belgioioso ; a cura di Antonio Bandini Buti
Autore: Belgioioso, Cristina <principessa di> | Altri autori: Bandini Buti, Antonio | Editore: Universale economica
Lingua: ita | Data: 1949 | Luogo: Milano | Tipologia: Testo a stampa | Tipo: Monografia


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Io non posso giurare che tale fosse il pensiero del Governo provvisorio : tendo solo a far conoscere che il popolo non fu mai chiamato a eleggerne i membri e che la sua causa non fu mai confusa con la loro.
Il capo della polizia, barone Torresani (I), aveva preso la fuga; e con lui erano fuggiti tutti i componenti dell'amministrazione austriaca. Fu necessario organizzare un nuovo ufficio di polizia. Lo si organizz˛ malissimo. Un vecchio medico di Padova, precettore di una famiglia veneziana stabilitasi a Milano, uomo di spirito superficiale e leggero, benchÚ non cattivo, trascinato da eccessiva vanitÓ, sali alla testa della polizia. Giammai impiego alcuno avrebbe richiesto acume, astuzia e fermezza maggiore; giammai uomo al mondo fu pili inetto di quanto lo fu il nuovo direttore della polizia, il dottor Fava (2).
Due fra i rappresentanti inviati al governo di Milano dalle cittÓ insorte erano conosciuti, l'uno per il suo attaccamento alla casa d'Austria, l'altro per le sue opinioni repubblicane.
Quest'ultimo era il marchese Guerrieri di Mantova (3); l'altro

(I) Il barone Carlo Giusto Torresani [n. a Cles (Trento) nel 1779, m. a Riva nel 18521 fu dal 1822 al 1848 direttore generale della polizia in Milano Era molto apprezzato dal Metternich per l'accorta perfidia con cui sapeva assolvere i suoi compiti polizieschi.
(2) Con decreto 8 marzo della Vicepresidenza del Governo, l'esercizio della polizia veniva trasferito al Municipio di Milano. Il 21 marzo 1848, fuggito il Torresani, veniva costituito un ź Comitato di vigilanza alla sicurezza personale ╗, detto poi pi˙ semplicemente ź Comitato di pubblica sicurezza ╗, a presidente del quale fu posto il dott. Angelo Fava (n. a Chioggia nel 1808, m. a Milano nel 1881), figlio di un addetto al Commissariato di polizia di Verona. Laureato in medicina, si era dedicato all'educazione patriottica della giovent˙. Dopo il ritorno degli austriaci a Milano, emigr˛ in Piemonte. Dopo il 1859 fu segretario al Ministero della P. I. e collabor˛ alla stesura della Legge Casati.
(3) Il marchese Anselmo Guerrieri Gonzaga, di Mantova (18171879), letterato e funzionario del Fisco a Milano, fu membro del Governo provvisorio, che lo mand˛ a Parigi a perorare la causa lombarda pressa il Lamartine. Confiscati i suoi beni dall'Austria, visse a Torino. Dopo il 1859 entr˛ alla Camera, deputato di Asola, in rappresentanza del partito moderato. Approv˛ la Convenzione di settembre, la tassa sul macinato e le misure eccezionali di polizia in Sicilia. Brav'uomo, ma reazionario di tre cotte.

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