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:: La nuova stazione centrale di Milano / G. Mongeri
Autore: Mongeri, Giuseppe | Editore: [Saldini]
Lingua: ita | Data: [1864] | Luogo: [Milano] | Tipologia: Testo a stampa | Tipo: Monografia


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[SOCIETA' STORICA LOMBARDA]
LA NUOVA STAZIONE CENTRALE DI MILANO. (*)
(Vedansi le Tavole 1.a e 2.a)
Quasi otto anni or sono, nel settembre del 1857, lungo la zona esteriore della città nostra, tra le porte Nuova ed Orientale, su un rialto di terreno, in mezzo ad un infuriare di venti e sotto uno scrosciare di pioggia, si deponeva solennemente la prima pietra di questo edificio. Quell' uragano parve un presagio; e lo fu d'un evento ben grande e meraviglioso che spazzar doveva, due anni dopo, persone e cose. Ma se queste sparirono, sventuratamente la procella rispettò la prima pietra; per modo che su di essa lentamente, coll'inesorabile progresso del destino, si elevò la nuova stazione centrale. Dico sventuratamente, perocchè non havvi alcuno tra noi, il quale oggi non deplori, come fu deplorata fino dal primo momento l'infelice scelta della situazione, avuto riguardo alle condizioni topografiche della città ed al comodo cittadino. Ma cosa fatta, capo ha: eredità, cotal fatto, d'un tristo passato, ogni rimpianto è inutile; nè io sarò giammai fra coloro, cui piaccia rinfrescarlo. D'altra parte , nel nuovo edificio noi abbiamo davanti un oggetto abbastanza degno di considerazione per lasciarci andare ad una vana questione retrospettiva. Ciò che meglio vale in questo momento è di conoscere il monumento; nè io oserei tentarne la prova davanti al bellissimo disegno litografico unito, se non fosse per riempire diverse inevitabili lacune e per esprimere alcune idee che la sua vista desta nello spettatore.
La stazione elevasi sopra un altipiano lontano dal ricinto bastionato della città duecentoquarantacinque metri, ma quasi al suo livello. Il campo planimetrico occupato dalla costruzione, può essere raffigurato da un vasto rettangolo, il quale abbia sul lato maggiore duecentotrentadue metri e mezzo di estensione, e sul lato minore poco meno di settautotto metri; laonde in complesso un'area di circa diciotto mila e duecento metri quadrati. Quest'area, pel lungo del lato suo maggiore, che è quello rivolto alla città, può riguardarsi icnograficamente ripartita in tre zone: le due estreme ai lati, occupate dall'edificio murale: la centrale sgombra o, a meglio dire, coperta da una tettoia pel transito ferroviario. Delle duc zone edilizie, che costituiscono i fianchi del passaggio coperto, al lettore poco deve importare di conoscere quella di minore altezza che si eleva verso la campagna, imperciocchè vi sono allogati gli uffici
(*) Questo articolo venne stampato già sul giornale la Perseveranza, nei giorni 55 e 56 aprile 1864, alla vigilia dell'apertura al pubblico della nuova stazione. Lo riproduciano col consentimento dell'autore. che vi aggiunse diverse variazioni.

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