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:: L' arte all'Esposizione universale del 1867 / per Giuseppe Mongeri
Autore: Mongeri, Giuseppe | Editore: [S. n.]
Lingua: ita | Data: [1867] | Luogo: [S.l.] | Tipologia: Testo a stampa | Tipo: Monografia


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meglio d' ogni altra e di spettacolo qualsiasi, le diverse condizioni e l'indole varia del lavorio delle nazioni al tempo nostro.
Non occorre dippiù di cotesto pensiero per infrenare ogni più audace volere che da solo si fosse preso, non che ad esplicare, ma a descriverne per e filo per segno lo spettacolo. Lo stesso visitatore discreto che non ha voluto lasciarsi travolgere dal turbine vorticoso onde suol essere vinto il semplice curioso, vi ha dovuto limitare quanto mai era possibile il suo campo d'osservazione, persuaso che le considerazioni rampollavano a già dismisura, per quanto desso si fosse circoscritto. Noi lo imiteremo cotesto visitatore: e nell'imitarlo, non dobbiamo essere senza trepidanza che la vastità dell'argomento sia tuttavia tale da trovar manche le nostre forze, e messa a dura prova l'indulgenza del lettore.
L' arte, - ed è ad essa soltanto che noi vogliamo consacrate queste pagine, - ha per altro cotesto privilegio in sè che, esercitando le possenti sue attrattive sugli animi più indotti al pari che sulle menti più altamente educate, ci farà perdonare quel poco che ci verrà fatto di esporre in grazia dalla bramosia che da tutti, fra noi specialmente, si mette nel cercare quanto la riguarda. In Italia c'è una ragione dippiù. Importa non esagerare; e cadrebbe in fallo cosiffatto così chi dicesse che in questo ramo dell' umana facoltà l'Italia occupava il primo posto, come chi vi affermasse averci l' ultimo. Ma in questo tutti convengono che uno considerevolissimo vi teneva. Sentenziare del suo grado intermedio è la più ardua delle imprese; quest'una non potrebbe essere che la conseguenza d'un esame schietto e spregiudicato di quanto in cotesto ordine di lavori vi hanno recato le altre nazioni.
Bastar dovrebbe alla rassegna che sta per tener dietro a queste parole, onde meritarle qualche attenzione, il saperla dettata dal punto di vista italiano. E per vero, lo scrittore non aspira più in là. Ma se nel riguardare cosi l'arte venuta all' Esposizione da ogni angolo del mondo, avesse a riuscire di mettere in luce il carattere delle diverse manifestazioni artistiche presso le singole nazioni, l'indirizzo che seguono, il segno cui mirano; se avverrà eziandio che i raffronti scaturiscano da sè, comandati dal principio istesso dell' internazionalità che quivi impera, sarà facile al lettore farsi quel adeguato concetto cui l'animo suo deve naturalmente tendere a conoscere, cioè rispetto a cotesto splendido ramo delle umane discipline, qual parte oggi teniamo noi nel consorzio delle nazioni, imperocchè se ci tarda alcuna cosa nel periodo che per noi si attraversa, è di entrare risolutamente in quella via del progresso, quando per avventura l'avessimo momentaneamente disertata, o di gittarci nella prima fila, quando non vi ci fossimo mantenuti chè di tanto ci fanno obbligo le meravigliose passate grandezze ed i presenti fortunati destini.

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