Centro Stendhaliano

Storia e composizione delle raccolte

Una duplice ragione fa di Milano il luogo stendhaliano per eccellenza: perché Henri Beyle elesse Milano sua città d'adozione, tanto da volere sulla sua tomba a Parigi il celebre epitaffio "Arrigo Beyle milanese" e perché proprio a Milano esiste alla Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani il "Centro Stendhaliano".

Inaugurato nel 1980, il Centro custodisce due importanti raccolte: il Fondo Stendhaliano Bucci e la Raccolta Stendhaliana Pincherle.
I due Fondi, integrati anche da una ricca bibliografia aggiornata nel corso degli anni grazie ad una attenta politica di acquisizioni e oggi rivolta anche a reperire gli esemplari ancora dispersi delle tante biblioteche di Stendhal e ad incrementare i documenti autografi, permettono a coloro che frequentano il Centro di trovarvi quanto indispensabile per l'approfondimento e la realizzazione dei loro studi.

Fondo Stendhaliano Bucci

Il 14 aprile del 1970 la Banca Commerciale Italiana, per volere del suo presidente Raffaele Mattioli, donava al Comune di Milano la biblioteca dello scrittore francese Stendhal rimasta in Italia.
Due librerie di legno a due corpi (quelli superiori con sportelli a vetri), libri, opuscoli, fascicoli di riviste, lettere, documenti e manoscritti, un ritratto ad olio eseguito nel 1835 a Roma dal pittore Jean-Louis Ducis, un bastone da passeggio raffigurato nel dipinto con il suo legittimo proprietario, un barattolo - unica testimonianza sopravvissuta dell'irrefrenabile impulso di Stendhal di scrivere ovunque - e altri oggetti di cancelleria entravano a far parte della storia della Biblioteca Comunale di Milano.

Cause fortuite, tra queste determinante la presenza di note autografe sui libri appartenuti a Stendhal, e una devota amicizia hanno fatto sì che questi particolari documenti non andassero dispersi alla morte dello scrittore francese, ma fossero conservati per un secolo proprio a Civitavecchia e poi, per alcuni decenni, a Firenze.
Il primo custode dei libri rinvenuti nel 1842, anno della morte di Stendhal, nei due appartamenti degli Stati della Chiesa, quello al terzo piano di casa Palomba a Civitavecchia e quello di Roma, in via Condotti, dove il console di Francia Marie-Henri Beyle andava a soggiornare per sfuggire la noia del porto tirrenico, è stato Donato Bucci (1798-1870), il fedele amico dello scrittore francese durante il suo consolato e poi suo esecutore testamentario per i beni lasciati in Italia.

Morto Donato è il nipote Clodoveo (1855-1942) che continua a conservare i volumi e gli altri cimeli stendhaliani.
Con il cambio di secolo inizia a fiorire intorno ai documenti rimasti in Italia un'attenzione non più dettata solo dalla semplice curiosità di vedere la biblioteca del console scrittore, ma rivolta ad indagare gli autografi contenuti nei libri mentre Stendhal si avvia ad essere uno scrittore di culto.
Clodoveo Bucci è il gentile, affabile e disponibile possessore della raccolta; con lui gli stendhaliani si relazionano per avere accesso ai volumi e Casa Bucci diventa sia una meta privilegiata degli studiosi, sia un luogo di pellegrinaggio di semplici ammiratori, illustri e meno noti, provenienti da tutte le parti del mondo e ammalati di beylismo. Tra i visitatori illustri che hanno lasciato traccia del loro passaggio troviamo i nomi di Alessandro Casati, Massimo Bontempelli, André Gide, Gian Pietro Lucini, Margherita Sarfatti, Alberto Savinio e Giuseppe Ungaretti.

Una rivincita per il console scrittore che in una lettera del 29 gennaio 1840 indirizzata all'amico Domenico Fiore aveva commentato: Su cento stranieri che passano [da Civitavecchia] cinquanta vogliono vedere il celebre brigante Gasparoni, e quattro o cinque il signor de Stendhal.
Risalgono al 1924 le prime celebrazioni ufficiali a Civitavecchia in onore di Stendhal.
L'interesse crescente intorno alla biblioteca stendhaliana non passa inosservato e in diverse occasioni le autorità francesi tentano di acquistare il Fondo, ma tutte le trattative intraprese falliscono.
Intervengono anche le autorità italiane e nel 1939 il Ministero dell'Educazione Nazionale delibera che tutta la raccolta sia notificata d'importante interesse, al fine di tutelarne l'integrità.

Scomparso anche Clodoveo, gli eredi Bucci vendono, nel 1942, la Biblioteca Stendhal-Bucci a Federico Gentile che vuole farne dono al padre, il Senatore Giovanni Gentile allora presidente del Centro Manzoniano a Milano. La cessione salva la Raccolta dalla distruzione: casa Bucci è bombardata, ma il Fondo, dopo alcune traversie, viene messo al sicuro nella villa del marchese Filippo Serlupi Crescenzi sulle colline fiorentine. Alla fine del 1944 Federico Gentile trasferisce la Raccolta nella sua casa a Firenze. E Firenze dovrebbe diventare la nuova meta dello stendhalismo. Una serie di incomprensioni tra gli stendhaliani, francesi e italiani uniti nel nome di Stendhal, e il nuovo proprietario del Fondo dà luogo ad una azione giudiziaria. Il processo non arriva alla sentenza perché nel 1969 Federico Gentile, contattato da Raffaele Mattioli, tratta la cessione del Fondo Stendhaliano Bucci-Gentile alla Banca Commerciale Italiana con la clausola che venga destinato alla Biblioteca Comunale di Milano.

Composizione del Fondo

Al nucleo originario del Fondo, costituito dai diversi materiali appartenuti a Stendhal, si sono aggiunti anche documenti, carteggi, libri e opuscoli, in prevalenza di argomento stendhaliano, di proprietà di Donato e di Clodoveo Bucci.

Il materiale (2793 pezzi) arrivato a Palazzo Sormani è così ripartito:

  • 1205 volumi suddivisi tra libri, opuscoli, fascicoli di riviste e ritagli di stampa; di questi:
    • 987 probabilmente appartenuti a Stendhal
    • 218 di proprietà della famiglia Bucci
  • 1267 lettere, in prevalenza indirizzate a Stendhal, Lysimaque Tavernier, Donato e Clodoveo Bucci
  • 248 documenti e manoscritti
  • materiale iconografico: tra cui due ritratti, quello già menzionato di Stendhal e uno di Donato Bucci eseguito nel 1863 da Filippo Caetani, uno degli amici romani del console di Francia, stampe d'epoca di Civitavecchia, un dagherrotipo di Lysimaque Tavernier
  • mobili
  • oggetti
I diversi documenti conservati sono stati oggetto nel corso degli anni di studi e di pubblicazioni.

Raccolta Stendhaliana Pincherle

A completare il Fondo Bucci è giunta nel 1977 la Raccolta Stendhaliana Pincherle. Una donazione voluta da Gino Pincherle, sollecitato in questa sua decisione dall'editore milanese Vanni Scheiwiller, per esaudire le ultime volontà del fratello Bruno, famoso studioso stendhaliano, che aveva destinato ad un uso pubblico la sua biblioteca dedicata allo scrittore francese.

Bruno Pincherle (1903-1968) - medico pediatra triestino, impegnato politicamente fin dai tempi dell'Università a Firenze dove conosce i fratelli Rosselli, Ernesto Rossi, Piero Calamandrei e Gaetano Pieraccini, bibliofilo, "dilettante" stendhaliano ed infine ironico disegnatore - ha raccolto, nel corso di vari decenni, quanto è riuscito a trovare di argomento stendhaliano.

Il materiale scovato, o meglio, per usare le parole di Pietro Paolo Trompeo, attirato come una calamita, era per Bruno Pincherle anche e soprattutto oggetto di studio che si concretizzava con articoli e saggi per riviste e convegni, motivo e pretesto per scambiare notizie e confrontarsi sulle scoperte con gli stendhaliani della prima metà del Novecento, infine testimonianza preziosa da prestare per mostre dedicate allo scrittore francese.

A Bruno Pincherle, celato per ragioni politico-razziali sotto lo pseudonimo stendhaliano di Ferrante Palla, insieme a Bruno Maffi, va il merito di avere curato e tradotto la prima edizione italiana di Roma Napoli e Firenze nel 1817 (Milano, Bompiani, 1943, poi 1977), arricchita inoltre da un apparato di note che aveva suscitato l'ammirazione di Elio Vittorini.

La sua attività di studioso è poi confluita in due pubblicazioni in cui sono stati raccolti in forma organica tutti i suoi scritti: In compagnia di Stendhal (Milano, All'Insegna del Pesce d'Oro, 1967) e uscito postumo Piazzetta Stendhal, 1 Trieste. Note stendhaliane raccolte da Vanni Scheiwiller, con una prefazione di Stelio Crise (Milano, All'Insegna del Pesce d'Oro, 1968).

Un "dilettante" che si era conquistato la stima e la considerazione dei più importanti nomi dello stendhalismo della prima metà del '900.

Composizione delle Raccolta

La "Pincherliana" è una biblioteca composta di 2758 libri e periodici, comprendenti edizioni di opere di Stendhal, alcune con sue postille, unite ad una vasta bibliografia centrata sullo stesso autore, sulle sue opere, su persone ed avvenimenti a lui legati. Sono testimoniate le letture di Stendhal, i suoi interessi - la musica, l'arte,
il viaggio -, i libri e gli autori da lui citati nella sua corrispondenza e nelle sue opere. Una particolare menzione meritano le guide e i libri di viaggio del "grand tour"; opere che hanno rivestito un ruolo importante nella sua formazione di moderno turista e di scrittore.

Affiancano la biblioteca una collezione di autografi (46 manoscritti e 104 lettere d'epoca) e l'archivio stendhaliano di Bruno Pincherle che comprende: il carteggio (300 lettere) con gli studiosi del xx secolo, le stesure dattiloscritte dei suoi scritti (95), una sezione bibliografica con ritagli di giornale e fascicoli di riviste (263) sempre dedicati allo scrittore francese e materiale iconografico vario (22), tra cui anche una copia, eseguita da Bruna Beltrame Pincherle (1908-1965), del ritratto ad olio di Marie-Henri Beyle opera del pittore Silvestro Valeri (1814-1902).

Seguirono, nel tempo, due integrazioni: nel 1984 Renzo Pincherle (1949-1994), nipote di Bruno e figlio di Gino, donò alcuni libri e altro materiale bibliografico, confluiti nella Raccolta, mentre nel 2002 Laura Safred, erede di Renzo, regalò 19 lettere dell'epistolario stendhaliano di Bruno.

Bibliografia minima

- Catalogo del Fondo Stendhaliano Bucci. A cura di Gian Franco Grechi. Prefazione di Victor Del Litto. Milano, All'Insegna del Pesce d'Oro, 1980, vol. I; ried. in digitale da Lampi di Stampa per la Biblioteca Comunale di Milano, 2002

- Gian Franco Grechi, Il Fondo Stendhaliano Bucci. Libri documenti immagini. Milano, Biblioteca Comunale, 1980

- "La Martinella di Milano", fasc. II-III, febbraio-marzo 1980, numero speciale dedicato a Stendhal

- Lo stendhalesco dottor Pincherle. A cura di Giulia Chiesa. Milano, Biblioteca Comunale, 1984

- Gian Franco Grechi, Il servizio stendhaliano di Bruno Pincherle. In "Metodi e ricerche", n.s. n. 2, luglio-dicembre 1985

- Lysimaque Tavernier, Stendhal e il suo cancelliere. Carteggio inedito 1831-1836 e 1839-40. A cura di Annie Collet con una nota di Massimo Colesanti. In "Micromégas", nn. 1-3, gennaio-dicembre 1987

- Lysimaque Tavernier, Lettere a Stendhal. Raccolte e illustrate da Rosa Ghigo Bezzola. Fasano, Schena - Paris, Nizet, 1991

- Rosa Ghigo Bezzola, La postilla. Una forma autobiografica stendhaliana. Milano, Biblioteca Comunale, 1992

- Donato Bucci, Corrispondenza stendhaliana. A cura di Gian Franco Grechi. Prefazione di Pietro Florio. Milano, All'Insegna del Pesce d'Oro di Vanni Scheiwiller, 1993

- In vacanza a Milano. Guide e testimonianze di viaggiatori tra Settecento e Ottocento. Dal testo al computer. Contributi di Lucilla Giovanninetti, Cristina Limon, Silvia Mascheroni, Matteo Panzeri. Milano, Biblioteca Comunale, 1994

- Gian Franco Grechi, Il Centro Stendhaliano alla Biblioteca Comunale di Milano. Milano, Biblioteca Comunale, 1999

- Catalogo del Fondo Stendhaliano Bucci. Appendice II. A cura di Gian Franco Grechi, Giulia Chiesa, Luca Geronutti. Prefazione di Massimo Colesanti. Milano, Libri Scheiwiller, 2001 [ma 2002]

- François Michel, Cher MonsieurCorrispondenza stendhaliana con Bruno Pincherle. A cura di Luca Geronutti. Traduzione di Tatiana Testoni. Milano, Libri Scheiwiller, 2003

- Hélène de Jacquelot, Stendhal e i suoi libri. In Biblioteche private in età moderna e contemporanea. Atti del convegno internazionale. Udine, 18-20 ottobre 2004. A cura di Angela Nuovo. Milano, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2005, pp. 231-244

- Enza Biagini, Notes en marge de la critique italienne à la réception de 'Rome Naples et Florence en 1817', In "Comparatistica. Annuario italiano", 2005, pp. 97-105

- Stendhal, Autobiografia del signor me stesso, traduzione e cura di Giuseppe Marcenaro. Genova, il melangolo, 2007

- Annalisa Bottacin, Une nouvelle lettre inédite de Prosper Mérimée à Vincenzo Salvagnoli, provenant de la"Raccolta Stendhaliana Pincherle" de Milan, in "Studi comparatistici", a.II, fasc.II, luglio-dicembre 2009, pp. 357-381



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